Il Logudoro, un itinerario tra steppa e nuraghi

Il Logudoro, un itinerario tra steppa e nuraghi

 

Come avevamo accennato la volta scorsa, i motivi per venire a visitare Mores e il Logudoro sono tanti e alcuni sono davvero straordinari. A proposito di questo, potrebbe capitare che qualcuno vi inviti nel Logudoro e vi accolga proponendovi di andare a vedere la Steppa!

Ecco una cosa che la maggior parte dei turisti che vengono in Sardegna, ma anche gli stessi Sardi che viaggiano per l'isola, non si aspetterebbe di sentirsi dire. Eppure è così, anche in Sardegna abbiamo la Steppa. Per essere più precisi si tratta di un'Oasi WWF e viene definita come Campo di Ozieri e pianure comprese tra Tula e Oschiri, ma si trova tutta nel territorio del comune di Mores. L'Oasi delle Steppe Sarde.

Quindi sì, si potrebbe dire semplicemente: venite a Mores a vedere la steppa!

Adesso, non aspettatevi la steppa sterminata della Russia o la Grande prateria nordamericana, l'Oasi vera e propria si estende per circa 8 ettari, ma è tutta la zona che merita davvero una visita. È un sito di interesse comunitario e anche una zona di protezione speciale perché ci nidifica la gallina prataiola, ma vi si trovano anche una serie di animali tipici della nostra zona, la lepre sarda, la donnola sarda e il discoglosso sardo che è semplicemente la nostra versione locale di rospo. Fauna endemica a parte, il meraviglioso paesaggio della pianura circondata dai colli vulcanici e attraversata dal Riu Mannu che scorre lento verso il Lago Coghinas, vale davvero una visita, soprattutto se siete appassionati di fotografia naturalistica.

Poi, prima di venire a mangiare qualche piatto della tradizione locale o una pizza a Su Licàntzu, avete l'imbarazzo della scelta. Si può seguire il Riu Mannu fino al Lago Coghinas, magari fare una puntata al Santuario di Nostra Signora di Castro, costeggiare tutta la riva del lago sulla Provinciale 2 e poi ritornare verso le Steppe per fare una visita al nuraghe Burghidu, riprendere il corso del Riu Mannu e passare a vedere Pont'Ezzu.

Ecco, Pont'Ezzu, questa è una di quelle perle nascoste che solo qualcuno della zona vi può consigliare. Si tratta di un ponte romano risalente al I secolo dopo Cristo, è lungo quasi 90 metri e alto fino a 8 metri, con 6 arcate a tutto sesto. Bello e imponente. Fino a qualche decennio fa ci passavano ancora sopra le macchine, e questo per dire che forse le cose fatte 2000 anni fa erano fatte meglio di quelle recenti, ma non polemizziamo.

Tornando verso Mores, se avete ancora tempo, vi consiglio una piccola deviazione dalla SS 128 bis, in direzione di Ittireddu, per dare un'occhiata alla Necropoli di Partulesi, Si tratta di un sito archeologico risalente a circa 5000 anni fa, che comprende una trentina di domus de Janas. Per una gita di giornata direi che c'è anche più di quanto ci si possa aspettare, quindi, rimettetevi in viaggio sulla SS 128 bis in direzione Mores,

e vi aspettiamo a su Licàntzu, con la tavola imbandita e qualche dritta su cosa visitare la prossima volta che siete in zona.

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